La lettura del paesaggio di pianura non è immediata come quella di altri paesaggi. Ad un primo sguardo, infatti, non ci sono emergenze che stupiscano il visitatore e neppure elementi di comprensione immediata del luogo, delle sue eccellenze, della sua storia. Eppure, se visto con occhi più attenti, emergono prepotentemente i segni dei fasti del passato e l’importanza che il territorio di Portomaggiore occupa nell’evoluzione del “Paesaggio delle terre vecchie” di cui è parte integrante.
Antichissimo e importante porto sulle sponde dello scomparso fiume Sandolo, Portus Maior – Portomaggiore – nei secoli scorsi è stato annesso nel XIV secolo, al Ducato Estense per poi passare, alla morte di Alfonso II d’Este, sotto il dominio dello Stato Pontificio. Portomaggiore rappresenta una delle aree di più antico insediamento, ricca di testimonianze rinascimentali ma anche di centri abitati con nuclei di antico interesse. L’aspetto odierno di Portomaggiore è frutto di secoli di storia e risente ancora degli effetti del furioso bombardamento della primavera 1945 che rase al suolo gran parte del centro storico.
Attualmente il Comune si estende su una superficie di 45 Kmq ed è suddiviso in 8 frazioni: Gambulaga, Maiero, Runco, Portoverrara, Portorotta, Quartiere, Sandolo, Ripapersico.
La popolazione residente al 31.12.2009 risulta essere di 12.397 abitanti (5.964 maschi, 6.433 femmine)
Delizia del Verginese
Non distante dalla frazione di Gambulaga sorge una delle ville Estensi meglio conservate, la Delizia del Verginese, uno dei più alti esempi di architettura cortese rinascimentale esistenti. La sua collocazione geografica sembra oggi non avere giustificazione, infatti per valutarla appieno è necessario fare riferimento alle trasformazioni idrografiche della zona. La Delizia un tempo era al centro di un territorio solcato da due fiumi navigabili che lo rendevano facilmente raggiungibile per via fluviale direttamente da Ferrara. Il nucleo originario della villa è attestato da documenti già alla fine del XV secolo e con queste caratteristiche entrò a far parte della Camera Ducale Estense. Con atto di donazione del 1534 il duca Alfonso I° donò il Verginese a Laura Eustocchia Dianti sua favorita. Il restauro da lei voluto fu affidato a Girolamo da Carpi che ne fece un vero e proprio Castello, a pianta rettangolare a due ordini delimitato da quattro torri merlate, successivamente collegato tramite un lungo portico ad una chiesetta settecentesca. Nello spazio verde circostante venne costruita la torre colombaia che svetta ancora a cento metri dal fronte nord del Castello, perfettamente in asse con i portali dell’edificio. La villa costituisce oggi un polo d’attrazione del turismo artistico e culturale, grazie anche al fortunato ritrovamento archeologico nelle terre adiacenti del “Sepolcreto dei Fadieni” ed alla conseguente istituzione del museo archeologico con importanti reperti d’età romana ospitati nelle sue sale al pian terreno: stele scolpite, intense iscrizioni, ritratti dei defunti, reperti dei corredi funerari, bronzi, monete e una rara raccolta di vasi in vetro finemente lavorati. La Delizia è arricchita dal ritrovato “Brolo” il giardino storico ricostruito dopo attenta e documentata ricerca, per volontà della Provincia di Ferrara e del Comune di Portomaggiore. Una passeggiata nel brolo su un morbido tappeto erboso tra roseti, piante aromatiche, praterie fiorite e antichi frutti il tutto racchiuso dall’abbraccio della “Vite Maritata” (vite sostenuta da alberi di noci, salici e olmi) è come un viaggio nel tempo….nel tempo in cui si sapeva coniugare il bello all’utile e nulla era per caso o andava sprecato.
Portomaggiore e le sue eccellenze
Tra le emergenze del territorio di Portomaggiore emergono: la Pieve di Sandolo, chiesetta in stile romanico le cui origini sembrano risalire al 1400; la Chiesetta della Madonna dell’Olmo; il Teatro Concordia, edificato nel 1843 e a lungo luogo di riferimento per la cultura e lo svago a Portomaggiore, attualmente al centro di un imponente progetto di restauro che intende restituirlo alla città.
Per gli amanti della natura numerose sono le piste ciclabili ed i percorsi cicloturistici. Le Anse Vallive di Porto- bacino di Bando e l’Oasi Trava, a pochi chilometri a sud est del centro abitato, rappresentano un’importante area di interesse naturalistico con punti osservatorio segnalati, itinerari guidati “flora e fauna”, escursioni collettive. Le Oasi sono al centro di due importanti progetti di ripopolamento della cicogna bianca e dell’oca selvatica. |