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REGGIOLO

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REGGIOLO

Reggiolo è un accogliente paese che si trova in Emilia Romagna, precisamente in provincia di Reggio Emilia. Per arrivarci, in macchina, è possibile percorrere l’Autostrada A23 e uscire nel casello “Rolo Reggiolo”, oppure percorrere le strade provinciali della bassa padana.


Cenni storici di Reggiolo
In età tardo-romana, sull'area dove si sviluppò il centro medievale della Corte Razzolo - attuale zona di S. Venerio, via Dante Freddi, via Malagoli ex Vallicella - dovevano esistere case e abitazioni, essendo state rinvenute ossa e fibule raccolte in un urna cineraria. Altre suppellettili, mattoni manubriati e anfore d'età romana furono rinvenute in zone limitrofe, durante gli scavi del canale di Bonifica (nel 1905) e nei campi durante le recenti arature profonde.
1044, 14 maggio (origini storiche documentali)
La Corte
: torre difensiva, cappella di S, Venerio, porto, vigne e campi coltivati, stalle e case con 1.000 biolche di terreno intorno e boschi.
Corti tra cui la " curtis Razolo". LN questa vi era un’altura sulle paludi e i corsi d’acqua intorno, sulla quale stavano una torre difensiva del luogo, una cappella consacrata a S, Venerio - patrono del paese - e terre coltivabili, vigne, pascoli e brughiera intorno alla, circha' (difesa con palizzate e fossati) del perimetro difensivo.
Vi erano case e terre di proprietà del signore che acquistava la corte, e altre case e terre possedute dai massari (coloni liberi), che dipendevano da lui.
Le vigne e le prime strutture rurali erano già presenti ('vinea' e 'stallareis'), ad indicazione di una precedente attività lavorativa di dissodamento delle terre e d’abitazione di coloni dediti all’agricoltura.
La Corte di Reggiolo, in effetti, avrebbe dovuto essere di giurisdizione della Chiesa di Reggio, situata com' era all'interno di un vasto territorio che nel 781 lo stesso Carlo Magno aveva donato all’Episcopio reggiano.
Non è chiaro come questo imperatore (suo successore nei possessi italici) potesse ancora disporne e farne omaggio a suoi vassalli, a meno che valesse il principio del ritorno dei feudi all'Impero in caso di morte del vescovo-conte.
Il Porto Trifoso, inoltre, doveva garantire in quel periodo una certa prosperità all'abitato, essendo Reggiolo zona di transito (porto = traghetto) per raggiungere le vie d' acqua dirette al fiume Po.
Un documento coevo della prima metà del sec. Xl ci chiarisce la presenza anche di pescherie (nella zona forse dell'attuale corte Corna oppure della corte Collina, presso la Parmesana antica) assegnate in enfiteusi dalla Chiesa di Reggio a Bonifacio Canossa.
Dalla figlia Matilde, nel 1099, le pescherie furono cedute al monastero di Brescello, come fossero beni allodiali di sua proprietà.
La corte di Reggiolo fu invece donata nel 1071 al monastero di 5. Claudio in Frassinoro, sull' appennino modenese, cui Matilde e la madre Beatrice vollero donare ben 12 corti per aiutarne lo sviluppo, avendolo esse costruito pochi anni prima.
Il Bondeno di Ròncore (ultima residenza di Matilde di Canossa) Nel 1038 e poi ancora nel 1042 abbiamo notizia di un'altra corte confinante a nord-est con quella di Reggiolo il Bondeno di Roncore (distinto da quello limitrofo degli Arduini), che presto si strutturò nella forma del castro medievale, con attorno le terre che dovevano giungere fino ai limiti della corte reggiolese, nella zona dei Caselli, dove passava il Fiume Bondeno in via di esaurimento.
Un Imperatore non passa tutti i giorni..Carlo V a Reggiolo.
E la sfilata in costume che viene ripetuta durante la “Fiera della Zucca” ( fine settembre ) ci ricorda un po' la nostra storia, anche nelle pagine dei più illustri personaggi che hanno vissuto, abitato o solo conosciuto Reggiolo: da molti dei primi infatti derivano i discendenti attuali della gran parte delle famiglie locali.
Si ricordò a lungo quell'avvenimento, in una Reggiolo cinquecentesca che passava in quegli anni da Vicariato a Commissariato crescendo di importanza, vedendo fiorire numerose Corti nelle su campagne coltivate da coloni laboriosi e tenaci, e costruire palazzi, ville e nuove  case signorili nei Borghi e nelle Contrade  reggiolesi, di Brugneto e di Villanova che ancora oggi si possono ammirare.
 

 
0522/213725
 




     
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