Per capire Borgo Val di Taro bisogna risalire alle sue origini: dall’originaria Turris, creazione militare bizantina, ai Landi, al Papato, ai Malaspina, ai Visconti, ai Fieschi, agli Sforza, ai Doria, ai Farnese, all’Austria, all’Impero Francese e ai Borboni. La sua fama di centro propulsore dell’Alta Val di Taro è dovuta anche alla posizione geografica: zona di passaggio nell’antichità per mercanti, viaggiatori, pellegrini ed eserciti diretti ad uno dei tanti passi che permettevano raccordo tra la regione padana, la Lunigiana e il Genovesato. Oggi Borgo Val di Taro è città slow “città del buon vivere”. L’inserimento in tale movimento, promosso dall’Associazione Slow Food, implica l’accettazione di un codice di comportamento che riguarda, oltre che la valorizzazione della buona tavola, anche la qualità dell’accoglienza, dei servizi e dello spazio urbano. Borgo Val di Taro città slow agisce per realizzare il progetto di valorizzazione della propria identità, con lo scopo di mantenere e sviluppare le proprie caratteristiche, in primo luogo con la promozione delle produzioni tipiche autoctone (il fungo porcino, la castagna e tutti i prodotti del sottobosco), che hanno radici nella cultura e tradizione e che contribuiscono alla tipizzazione del territorio. Ragionare sul piacere della cultura del cibo non può prescindere dal ragionare sulla necessità di mantenere un equilibrio di rispetto e di scambio con la natura, con l’ambiente e con le tradizioni locali. Ecco perché si può definire Borgo Val di Taro città ecogastronomica. |