UN COMUNE NEL DELTA
Seppur di modeste dimensioni, il territorio laghese può offrire diversi elementi di interesse turistico, legati senza dubbio al territorio del Delta e alle origine piuttosto antiche del comune.
Il centro del paese è caratterizzato dalla presenza della Torre dell'Orologio.
Il complesso architettonico di stile neo-rinascimentale, costruito nel 1932 sulle rovine di una chiesa del XIV secolo, conferisce alla piazza una nota di arte e di nobiltà.
La chiesa principale del paese è S. Maria della Neve, risalente al 1632.
Quando Lagosanto nel 1013 passò da Ravenna sotto il Monastero di Pomposa, qui esisteva gia una chiesa appartenente all'intera comunità, una chiesa plebale come si diceva allora, e non ancora comunale, perché la nascita del Comune, come ente autonomo, avverà più tardi, tra il 1225 ed il 1260.
Nella bolla papale dell'anno suddetto, con cui Benedetto VIII donava a Pomposa tutto il Territorio ad essa circostante, Lagosanto compreso, ricorrono due termini qualificanti un paese: massa e plebs. Con la parola "massa" s'indicava tutto il territorio laghese, decentrato rispetto al Monastero, quindi fuori dall'Isola Pomposiana (compresa tra il Volano ed il Goro), ma che ne faceva parte integrante. Con la parola "plebs" s'intendeva l'insieme della popolazione qui residente, dalla quale maturerà, lentamente, il comune medioevale. Negli stessi Statuti del 1285 è nuovamente documentato questo nostro legame inscindibile con Pomposa ed essi recitano "Statuta et Ordinamenta Insule Pomposiane et Ville Laci Sancti".
La chiesa originaria, di piccole dimensioni, sorgeva dove c'e l'attuale e rappresentava il centro materiale ed ideale del paese, il cui abitato si estendeva, allora, in larga parte verso nord, cioè verso il Po di Volano.
Qui, infatti, sino a pochi decenni fa, si trovavano delle abitazioni sparse, dove sfollò parte della popolazione dopo i bombardamenti aerei su Lagosanto del gennaio 1945; ma di esse sono scomparse perfino le tracce. Discorso a parte merita anche il campanile della chiesa di S. Maria della Neve. Nel 1781 delle scosse di terremoto provocarono danni al campanile, che rimase inutilizzalo per qualche tempo. Per sopperire alle necessità, fu aperta nella chiesa una finestrella provvisoria, da cui con mezzi rudimentali s'invitavano i fedeli alle cerimonie religiose. In quella occasione, forse, nacque quel detto ancora in uso fra gli anziani: "L'è più pòvar che don Pintìn, c'al sonava mésa con un cóp" (È più povero di don Pintìn, che chiamava alla messa battendo su un coppo). Comunque, esso fu riparato a spese del Comune e rimesso in condizione di continuare la sua importante funzione.
Lo stesso campanile, che era poi una torre medioevale con mura di tre teste ed alto circa trenta metri, nel 1821 accusò nuove e gravi deficienze. Il Comune, non disponendo dei mezzi finanziari per costruirne uno nuovo, deliberò di eseguire dei semplici rinforzi alla struttura esistente, in attesa di tempi migliori.
Si arrivò così al 1932, anno in cui la vecchia torre, che si trovava tra la chiesa e la canonica, e che ingombrava la strada per il cimitero e le terre appena bonificate, fu rasa al suolo e si diede mano alla costruzione del nuovo campanile, quello attuale. Anche in questo caso, vi concorsero il Comune e la popolazione, attraverso un apposito comitato organizzativo ed operativo.
Nel 1975 le sue tre modeste campane, azionate a braccia, e tuttora nel loro castello, vennero sostituite da un impianto elettronico dotato di cinque campane in doppio. E nel 1985, in applicazione di una legge a favore dei luoghi di culto, il Comune effettuò aggiustamenti e ritocchi al campanile, impiegando tecniche aggiornate di restauro.
A pochi Km dal centro di Lagosanto, in prossimità della località di Marozzo, è possibile vedere l'omonimo impianto idrovoro, la cui costruzione, iniziata nel 1872, contribuì al prosciugamento delle paludi di valle Gallare e dintorni.
Tornando al centro abitato di Lagosanto, per quanto riguarda l'arredo urbano, sono sicuramente degni di nota i recenti giardini pubblici nei cui pressi sorge l'ex pescheria, oggi sede della sala civica.
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